Giochi, Agcai: un vero riordino passa prima di tutto da un cambio del prodotto Slot da bar

Giochi, Agcai: un vero riordino passa prima di tutto da un cambio del prodotto Slot da bar

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Agcai, l’Associazione gestori e costruttori apparecchi da intrattenimento, avanza alcune proposte per il riordino del settore del gioco pubblico e per il contrasto del GAP.

Secondo l’associazione, che ha illustrato in una nota le sue proposte, bisogna partire dal cambio del prodotto “Slot da bar”, sostenendo che “se un prodotto è nocivo va cambiato il prodotto, non vanno certamente chiuse le aziende che per conto dello Stato distribuiscono il prodotto stesso”.

L’idea portata avanti da Agcai è che i punti vendita non possono convertirsi in dei grandi supermercati dei giochi. “Subito dopo occorre una divisione e separazione dei giochi, in primis fra slot da bar e videolottery da sale, affinché collocandole fisicamente in punti diversi si possa individuare quali sono le macchine che procurano azzardopatia. Il secondo punto è la non concentrazione di tutte le tipologie di giochi in singoli punti vendita”.
Inoltre, si legge nella nota, “la concentrazione del gioco (bingo, scommesse videolottery e slot) impoverisce molto il giocatore perché viene inserito in un ambiente completamente dedicato al gioco e viene attratto alternativamente da diverse forme di gioco, con un’offerta quasi senza limiti“.

L’associazione si dimostra favorevole alla riduzione delle macchinette sul territorio che si potrebbe attuare “vietandole negli esercizi commerciali secondari ad esclusione dei circoli ricreativi. Chi va a comprare il giornale nelle edicole, chi va in albergo a dormire, chi va al ristorante a mangiare o chi si ferma per una sosta in autogrill, non deve imbattersi in una slot”.

Nello specifico le AWP dovrebbero essere vietate negli autogrill, (insieme ai gratta e vinci, la cui rivendita dovrebbe essere consentita solo nei tabacchi), nelle edicole, nelle tabaccherie, e ancora in lavanderie, alberghi, ristoranti, rifugi alpini, sale scommesse, sale bingo e sale dedicate alle videolottery.

Come stabilito dalla legge che ha sancito la loro introduzione nel 2004, “le AWP, dovrebbero rimanere soltanto nei punti di ritrovo tradizionali come bar, bar-tabacchi, circoli ricreativi e sale giochi tradizionali (quelle con flipper, calcio balilla ed AWP) dove da sempre le persone vanno a passare un’ora con gli amici, a giocare a carte, a flipper, a biliardino ed anche ad un apparecchio da intrattenimento con piccola vincita in denaro. Si ricorda che la legge prevede che la messa in esercizio delle AWP sia necessariamente affiancata dalla messa in esercizio di un apparecchio del tipo videogioco, flipper etc (comma 7c)”.
Attualmente però queste si trovano nelle sale dedicate all’azzardo puro, affiancate alle Vlt.

In riferimento al numero massimo consentito per AWP “dovrebbe essere ridotto ad un massimo di 4 e non massimo 8; così facendo le AWP rimanenti sul territorio saranno ancora meno delle 265.000 ipotizzate dal Governo”. Secondo le stime dell’associazione in questo modo ne rimarrebbero intorno alle 200.000.
A piè di nota si legge che nei bar dovrebbero essere vietati anche i negozi di scommesse (corner) e la vendita dei gratta e vinci. “Il bar dovrebbe essere considerato un punto di intrattenimento e non un punto d’azzardo, quindi tutti gli articoli d’azzardo non devono essere venduti nei bar”.

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