La Spagna segue da vicino l’impatto della brexit a Gibilterra

La Spagna segue da vicino l’impatto della brexit a Gibilterra

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Gibilterra Gambling

La maggior parte delle grandi società di gioco online ha sede a Gibilterra soprattutto per i vantaggi che offre a livello fiscale. In riferimento alle trattative sulla Brexit, la Spagna ha messo in chiaro che non permetterà che Gibilterra intraprenda una concorrenza sleale.

La possente industria europea del gioco online segue con particolare attenzione le trattative tra l’Unione europea e il Regno Unito relazionate alla Brexit. E in particolare la posizione della Spagna su Gibilterra, capitale mondiale del cyber betting: la maggior parte delle più grandi società di gioco online ha sede nel Peñón, per i vantaggi fiscali che offre.

Il Consiglio Europeo ha conferito alla Spagna una posizione dominante nel futuro rapporto tra Gibilterra e UE. Il quotidiano El Pais ha riportato il contenuto del rapporto della trattativa sull’uscita del Regno Unito dalla UE, preparato dalla Segreteria di Stato per l’Unione europea, inviato dal Ministero degli Esteri al Congresso.

Il report sottolinea che Gibilterra rappresenta una “questione di Stato”, che non fa parte dell’Unione Doganale e che non è sottoposta alla legislazione britannica, avendo sviluppato “un proprio regime estremamente permissivo a livello fiscale, doganale e di insediamento di società, che in pratica l’hanno convertita in un paradiso fiscale“. Inoltre riporta che la Spagna non accetterà trattative tra UE e il Regno Unito che possano determinare “una situazione di concorrenza sleale con il territorio spagnolo“.

Il bingo online, i casinò online, il poker online sono controllati da società con sede a Gibilterra i cui giocatori vivono in Spagna, Francia, Germania, Italia o Regno Unito.

Bookmakers come Bwin, 888, William Hill, Bet365, Ladbrokes o Victor Chandler sono solo alcune delle oltre 30 società di gioco online con sede nel Peñón. Anche multinazionali come British Virgin gestiscono da Gibilterra sale da poker, bingo e casinò.

Nonostante in altri territori, come l’Isola di Man o Malta hanno sede numerose società di gioco online, quelle che si trovano a Gibilterra “dominano il 60% del mercato mondiale, poiché il suo unico interesse è attirare i migliori profili sul mercato”, hanno spiegato gli esperti di Foster Swiss, una società che offre consulenza sull’istituzione di società off-shore in paesi come Delaware, Singapore, Panama, Liechtenstein, Isole Cayman o Gibilterra, e che facilita inoltre le procedure per quelle aziende che vogliono ottenere una licenza di gioco online in questo angolo della geografia spagnola.

Per il governo di Gibilterra il business del gioco d’azzardo on-line rappresenta una priorità. Ha un ministero dedicato al segmento ed il signor Albert Isola è l’attuale ministro dei servizi finanziari e di gioco.

Attualmente, l’industria del gioco online rappresenta circa il 25% dell’economia di Gibilterra e impiega 3.000 persone, la maggior parte delle quali risiede fuori dal Peñón.

Finora si è assistito ad una certa permissività in UE e in Spagna nei confronti di queste società che hanno sede a Gibilterra”, ha spiegato un esperto di relazioni internazionali che ha lavorato in una delle più grandi società di gioco d’azzardo che operano in Spagna e che preferisce mantenere l’anonimato. “Tuttavia, in seno alle trattative sull’uscita del Regno Unito dall’UE, la Brexit rappresenterà una buona scusa per discutere la questione a tavolino e obbligare ad una negoziazione“, afferma.

Il Peñón attrae, non c’è dubbio: conta su una buona comunicazione e un contesto giuridico finanziario e commerciale forte in Europa”, hanno gli esperti di Foster Swiss.

A Gibilterra la tassazione delle imprese è in generale del 10%, cui va aggiunto un 1% che le società di gioco pagano sull’importo giocato, “lontano dalle tasse stabilite in altri Stati, come la Spagna, che obbliga a pagare il 25% delle somme giocate“, aggiungono. Inoltre, “l’assistenza al cliente a Gibilterra è bilingue, si parla inglese e castigliano, l’aeroporto offre voli giornalieri per Londra e ottimi collegamenti con la Spagna“.

Sul sito web del governo di Gibilterra si legge che questo concederà licenze per operare in questo settore alle aziende “first-category con una comprovata esperienza nel gioco, con licenze in una giurisdizione accreditata, di buona reputazione finanziaria e con un piano d’impresa realistico“. Sottolinea inoltre che le licenze “sono molto difficili da ottenere”.

Per il momento, i più grandi provider di gioco “non stanno considerando di affidare le proprie attività ad altre giurisdizioni“, hanno spiegato a Foster Swiss. “Tuttavia, non possiamo confermare che continuerà ad essere così mentre il processo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea divenga effettivo”.

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